ROBERT GSCHWANTNER
The Reflected Hexagon
a cura di Fabio Carnaghi

20 aprile – 1 maggio 2016

L’artista austriaco Robert Gschwantner presenta a Mars The Reflected Hexagon in un’installazione pensata per lo spazio milanese. Il progetto nasce da una pratica di studio che costituisce una prassi consueta e peculiare nella ricerca di Gschwantner.
L’osservazione della geometria nella natura è il prodromo di un’indagine che parte dai prismi esagonali dell’acqua sotto forma di neve a bassa temperatura. L’architettura ha sfruttato l’esagono per strutture funzionali quali il Portus di Roma (oggi Lago di Traiano) e più recentemente l’aeroporto di Tegel a Berlino. La forma esagonale è un elemento che assume un carattere simbolico a cui sono riconducibili - nella ricerca dell’artista – dimensione naturale ed antropica. Il video a due canali in mostra è la documentazione dell’intero progetto.
La gestualità della tramatura di arazzi di tubicini in pvc, riempiti di acqua, glicerina e colore, rappresenta un processo di manifattura dell’elemento liquido e del materiale plastico, che rende tangibile la connessione tra fenomeni naturali e artificiali. Attraverso un atto di cultura materiale emerge l’esito di un percorso che individua nella contaminazione la tematica fondamentale della mostra. Gli arazzi disegnano paesaggi di vedute dei resti archeologici del porto romano e delle strutture aeroportuali berlinesi nell’indissolubile rapporto tra passato e presente che si lega ai luoghi d’elezione della vita dell’artista, Roma e Berlino.
L’interesse di Gschwantner si snoda dalla riflessione sulla trasformazione del paesaggio e sui fenomeni che ne sono causa e conseguenza. Il paesaggio è dunque considerato come concetto polivoco da spazio socio-economico a spazio politico o utopico, ma mai meramente naturale. I grandi disastri ecologici a partire dal concetto di Ölteppich (espressione tedesca per descrivere le grandi chiazze di petrolio in mare) hanno dato uno stimolo cruciale alla realizzazione degli arazzi riempiti di acque e petrolio raccolte sui luoghi contaminati, come nel caso del naufragio della petroliera Erika presso le coste della Bretagna. Il limite tra artificiale e naturale si gioca sull’equivoco tra dimensione estetica e realtà: gli arazzi sono seducenti per rifrazioni e cromatismi, ma celano vere e proprie mappe concettuali che contengono acqua, elemento realmente prelevato nei luoghi di ricognizione, quale essenza del Genius Loci.

Robert Gschwantner (Steyr – Austria, 1968) Tra i suoi progetti più importanti si ricordano My Own Private Rome (1997, Land Art Project, Forum Austriaco di Cultura, Roma), Merci Total (1999, Golfo di Biscaglia, Bretagna, Francia), The Perfect Circle (2008, Versailles, Francia), Land am Strome (2013, Kaprun, Austria), Eye-land (2014, IJsseloog,Olanda).
Vive e lavora a Berlino e Roma.

www.robertgschwantner.com