Michael Schnabel
Silent Peaks

a cura di Fabio Carnaghi

mercoledì 26 ottobre 2016, ore 18
 

MARS in collaborazione con widmertheodoridis presenta Silent Peaks, mostra dedicata alla fotografia di Michael Schnabel, dopo l’assegnazione del premio MARS in occasione dell’edizione 2015 di The Others Art Fair, Torino.
Il fotografo tedesco focalizza il suo interesse sul paesaggio di cui è possibile leggere uno sguardo rarefatto e sensibile per le atmosfere silenziose degli scenari montani, di cui viene sintetizzato nel cromatismo lo spirito isolato e selvaggio. Il sublime della serie Stille Berge apre alla suggestione di un mondo incantato e contemplativo. L’istantaneità dell’esposizione diventa visione da cui deriva un coinvolgimento sensoriale che innesca meccanismi catalizzanti attraverso un’esperienza percettiva e mnemonica.
Michael Schnabel è un fotografo tedesco nato nel 1966, ha studiato fotografia a Darmstadt. Durante un soggiorno prolungato a San Francisco, ha iniziato a sviluppare le sue passioni per il paesaggio e la fotografia. La dimensione artistica del suo lavoro si avvale di processi complessi e basati su uno studio profondo dell’immagine con esiti che raggiungono l’astrazione e la sublimazione paesaggistica. Tale approccio poetico peculiare della sua ricerca è attestato da un gran numero di premi e riconoscimenti internazionali quali il prestigioso AOP Gold Award, l’ADC Gold Annual Award, il PDN Annual Award e il BFF Annual Award.
È membro di numerose giurie internazionali, ha tenuto conferenze in molte Università internazionali e il suo lavoro è stato presentato in mostre collettive e personali in Europa, Cina e Stati Uniti. Michael Schnabel vive in Germania meridionale.

Si ringrazia widmertheodoridis, Eschlikon, Svizzera.
 
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Sul Sublime
Suggestioni dalla fotografia di Michael Schnabel

di Fabio Carnaghi
 

Il Sublime ovvero l’elevatezza stilistica di ideale classico in termini letterari ha animato la trattatistica ellenistica ( - Perì hýpsous), ma in senso etimologico dal greco si può intendere il termine anche come sommità, quindi vetta, cima. In questa constatazione linguistica si può individuare un riscontro racchiuso nella fotografia di Michael Schnabel. Il silenzio e l’istante sono visioni che si schiudono in paesaggi ad alta quota. L’interesse per la montagna non è solo estetico ma assume un senso profondo di abbandono alla contemplazione e al distacco in una dimensione spazio-temporale che sospende e trascende l’umano conoscibile e computabile. I tempi di esposizione dilatati e la notte quale scenario prediletto determinano una serie fotografica che riabilita il valore dell’attesa dell’istante e la ricerca del momento nella lunga durata. Sembra di tornare in un territorio percorso, nel déjà vu di un trascorso estetico che richiama alla mente un paesaggio originario, indagato pionieristicamente dalla fotografia di gusto pittorialista. Sembra per un attimo di scorgere le atmosfere e gli aloni cromatici di Georges-Louis Arlaud e di Marcel Meys, ma nel paesaggio contemporaneo che esclude la figura umana che in tempi ispirati dalla vita secondo natura si declinava in nudi femminili classicheggianti.
Un paesaggio senza naiadi e driadi ma totalizzante, di cui l’obbiettivo è il tramite immersivo, unico elemento che nel punto di vista allude all’umano, ma di cui resta l’essenzialità di un’esperienza en plein air che la fotografia di Michael Schnabel riporta in luce quale necessità ed essenza nell’approccio al mezzo artistico. L’elaborazione dell’immagine avviene tramite lo sguardo cromatico che isola e rende incisivo il dettaglio paesaggistico che spontaneamente trasfigura. Da naturale a interiore, la visione è la chiave conoscitiva primaria di una natura catalizzante di ogni energia visiva e mentale. Tale universo mnemonico si riscontra nella distesa oltre confine, nella perdita d’occhio, nell’indefinito, nelle possibilità infinite dell’immaginario.
Silent Peaks già dal titolo vuole comunicare quest’ideale di sublime, trasmettendo il magnetismo e l’atmosfera della fotografia di Michael Schnabel. La montagna quale habitat prediletto è stata individuata nella scelta di isolare un momento fondamentale e peculiare nella ricerca dell’artista. La serie Stille Berge rappresenta al meglio quest’intento, in grado attraverso la patina notturna di focalizzare un’estrema sensibilità per la natura e la sua forza contemplativa. L’interesse per la montagna nasce da un rapporto diretto e intenso dell’artista con questo ambiente. L’alpinismo diventa prodromo metaforico rispetto alla pratica artistica. Il tempo, il silenzio, la natura registrano un’altra dimensione, un effetto di alterità, quasi straniante per la presenza umana, che ha lo sguardo oltre l’obbiettivo come unico riferimento antropico.
 


© 2016, Michael Schnabel Studio


© 2016, Michael Schnabel Studio


© 2016, Michael Schnabel Studio


© 2016, Michael Schnabel Studio


Michael Schnabel, Fiescherwand, 2003
photography, pigment print, 100x140 cm.
© 2016, Michael Schnabel Studio


Michael Schnabel, Two Minutes of Silence (2’ 24’’), 2015
loop, single-channel-video, no sound
© 2016, Michael Schnabel Studio