THE HUMAN BEHAVIOUR
Tre artisti, tre linguaggi, tre estetiche. Ciò che accomuna i lavori in mostra (un video, un disegno ed una scultura) è l'attenzione posta verso la figura umana. Il comportamento umano si direbbe: manifestazioni differenti di una comune umanità.
Allieri propone un reperto, la porzione di corpo grafitato riposto meticolosamente sotto teca. Una scultura carbonizzata e riesumata che viene sacralizzata e innalzata a venerabile reliquia. Per Amoroso invece l'uomo ridefinito dal filtro virtuale viene smembrato e poi riassemblato sotto nuove forme. Nuove identità e nuove alterità. Berta infine propone una sfida: un gruppo di persone cercano di mantenere un banco in equilibrio sopra la propria testa. La sovversione è necessaria ma è un peso troppo difficile da sostenere.

DAVIDE ALLIERI
Holy Cast
Polvere di grafite, legno, ottone, vetro, 80x50x40 cm, 2014

Davide Allieri presenta una scultura in polvere di grafite riposta sotto una teca. L’oggetto è la porzione mutilata di un corpo rinvenuto; è un reperto appartenuto ad una possibile civiltà antica che, risalente ad un periodo sconosciuto, viene riportato alla luce. Il contenitore, un reliquiario a base oro, ne accerta la sua preziosità e la protegge poiché la scultura risulta per sua natura fragilissima. Davide Allieri vive tra Milano, Bergamo e Londra, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le esperienze più importanti: ViaFarini in Residence, Milano; Ogni cosa a suo tempo, BACO, Bergamo; Tutta colpa dell'amore, ALT Tullio Leggeri arte contemporanea, Bergamo; MYBODYISYOURBODYPROJECT , Centro Arte Contemporanea Ticino, Svizzera; Precision Impression IV (performance), Mile End, Londra.

ROBERTO AMOROSO
Fine-line
Light Box, colore, pvc, 100x100 cm, 2014

Il lavoro di Roberto Amoroso si incentra sulla relazione tra il mondo reale e mondo virtuale. Utilizzando la strategia dell’ipertesto, che accomuna l’utilizzo delle risorse in rete e oggettiva le associazioni della mente trasformandole in collegamenti reali e concreti, il suo lavoro si focalizza sul sottile confine tra il narcisismo esplicitato dalle persone nelle foto postate nei social network e l’esigenza di essere rappresentate da esse. Le foto postate nei social-network vengono quindi archiviate ed elaborate in metamorfosi con i simboli delle applicazioni di telefoni smart-phone e dei tablet, esaltando l’aspetto ambiguo e teriomorfo delle figure.
Roberto Amoroso vive e lavora a Milano, Tra le esperienze più rilevanti: Piece of my Art a cura di Eugenio Viola e Adriana Rispoli, Museo Madre, Napoli; Amorosoteofilo, Annarumma Gallery, Napoli; Kunstform der Nature 2.0 Parobrod, Belgrado.

FILIPPO BERTA
Happens Everyday
HD Video, colore, 2012

Un gruppo di persone sono sedute dietro a dei banchi di scuola e ciascuno individuo afferra il proprio banco, lo alza e lo ribalta sopra la propria testa.
Da quel momento inizia una sfida di resistenza nel mantenere quella posizione. Poi, i primi cominceranno a cedere alla fatica al punto che tutti avranno disposto i banchi nella loro posizione d’origine. Il banco di scuola, oggetto simbolo dei dettami impartitici sin dall’infanzia, soccombe alla necessità di ribellione di questa micro-società, generando una silenziosa condizione di rottura tra il lo stato di diritto imposto e lo stato di natura innato. Ha esposto al Museo MADRE di Napoli (IT), al Jonkopings Lans Museum (SE), al Pori Art Museum (FIN), alla Staedtischegalerie di Brema (DE) alla IV Biennale di Thessaloniki (GR), alla III Biennale di Mosca, Sezione Young Art. A partecipato a festival come: International Konst Film (Svezia), Corpus 3 (Napoli) Tulca, After the fall (2011, Galway, IR) e a residenze per artisti come alla Fondazione Ratti (Como, IT). Nel 2008 è tra i vincitori del Quarta Edizione del Premio Internazionale della Performance, Galleria Civica di Trento (IT).


vista della mostra


Davide Allieri


Davide Allieri


Roberto Amoroso


Filippo Berta


Filippo Berta Roberto Amoroso