A12 / ENRICO PIRAS / GIAN PAOLO STRIANO
OPENING: 10 APRILE 2013, ORE 18:30-21:00

APPUNTI PER LA CITTA’ DEL POCO FUTURO
La diminuzione della natalità, insieme con la crisi economica, riduce drasticamente le prospettive e la capacità di orientarsi verso il futuro. Ma è la condizione della vecchiaia che più di tutte le altre, limita questa possibilità. Vecchiaia, terza o quarta età, non solo sono oggetto di studi e previsioni demografiche, ma sono al centro delle preoccupazioni dei governi nazionali e delle politiche sociali, così come delle mire del mercato per il giro di affari che possono rappresentare. Ma anche se la soglia di attenzione intorno a questo tema sta progressivamente salendo, resta ancora fuori fuoco la riflessione sulle implicazioni che la vecchiaia ha sulla città, sui suoi spazi, sulla sua organizzazione. Sembra mancare soprattutto una visione di ampio respiro come quelle che solo le avanguardie artistiche ed il pensiero utopico sono riusciti a proporre.
Cosa succede dunque se proviamo a mettere al centro di un’utopia un idealtipico uomo anziano? E soprattutto cosa significa costruire una visione urbana per una città dedicata e costruita su misura per questo genere di persone? "Appunti per la Città del Poco Futuro" è una raccolta di appunti per il progetto di una nuova utopia urbana, interamente dedicata agli anziani.

A12 è un collettivo di architetti che dal 1993 lavora sui confini tra arte e architettura.
www.gruppoa12.org

THE DISTANCE IN BETWEEN
The Distance in Between è una video narrazione che presenta e collega tra loro temi differenti di cui si nutre la mia ricerca. La luce e i suoi influssi sulla nostra percezione, le rovine architettoniche e le relazioni tra cristalli minerali e miraggi sono fenomeni accostati e rielaborati attraverso il recupero e l'unione di diverse teorie scientifiche e visive. Con un approccio narrativo nella riformulazione di teorie che hanno apparentemente perso il loro valore scientifico, cerco di mostrarne il valore in rapporto all'Estetica e all'Immagine. Questo lavoro presenta una concezione dell'Universo formulata nella seconda metà del 1700 da un artista e scienziato francese, che spiega l'origine di quei fenomeni naturali che hanno influenzato lo sviluppo della categoria estetica del sublime, attraverso l'influsso dei raggi solari e della luce. Il testo è accompagnato una serie di osservazioni visive, appunti sulla visione realizzati attraverso il filtro di prismi ottici e lenti.

Enrico Piras (1987) è artista visivo e co-fondatore del collettivo Elliptical Research Foundation
http://enricopiras.tumblr.com/

SUPERFICIE PROFONDA / MANNEMEN
La trasparenza e la riflettanza sono fenomeni antitetici ma entrambi peculiari del vetro,così come lo sono la fragilità e la durezza, nei due “esercizi” proposti, queste prerogative si fanno funzionali a una costante ricerca sui materiali. “superficie profonda” appare come un piccolo specchio, ma a seconda dell’incidenza della luce artificiale su di esso, ad esempio quella di un telefono cellulare, rivela l’immagine di una grotta, un luogo segreto in cui la camorra ha per anni stipato rifiuti tossici, la prassi individualista dello specchiarsi, impedisce la vista di un’insidia profonda. L’altro lavoro in mostra ”mannemen” è composto da una scultura nella quale le due metà di un recipiente in vetro spaccato, sono congiunte tramite un collante elastico che ne evidenzia la dinamica al momento del collasso strutturale.

Gian Paolo Striano è nato a Napoli nel 1977 dove vive e lavora





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Gian Paolo Striano



Enrico Piras



A12



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